UNA NOVITÀ IN AIUTO DEI PAZIENTI CON MALATTIA DI PARKINSON:

PROGETTO GONDOLA

E' UNA STIMOLAZIONE MECCANICA, quindi senza alcuna controindicazione né per altre malattie, nè per la presenza di pace-maker o altri device, che viene eseguita ai piedi del paziente tramite i 2 apparecchi visibili sulla brochure per pochi secondi da ripetersi massimo 2 volte alla settimana. 

L’INDICAZIONE è per tutti i pazienti che soffrono di Malattia di Parkinson indipendentemente che sia di natura vascolare o degenerativa, che sia ai primi stadi o complessa con pluri-terapia farmacologica. L’efficacia è immediata, cioè compare dopo la stimolazione nella sua maggiore evidenza, e persiste fino alla stimolazione successiva che potrà essere eseguita dallo stesso paziente dopo 4-5 giorni o più.

I sintomi che maggiormente rispondono alla stimolazione sono  quelli motori con acquisizione da parte del paziente di una maggiore forza, sicurezza nei movimenti, destrezza nei piccoli movimenti, capacità di deambulare con maggiore facilità nei cambi di direzione e di inizio del passo, capacità a girarsi nel letto od ad alzarsi, scomparsa del freezing che affligge il paziente durante la giornata, quando la dose della Dopa comincia a scarseggiare, o riduzione delle discinesie. L’efficacia è così evidente che si potrà poi, in accordo con il neurologo, ridurre il dosaggio della Dopa (Sinemet, Madopar, Sirio) che il paziente assume dando quindi la possibilità di allungare la sua storia terapeutica! L’efficacia della stimolazione viene testata da un neurologo che esegue il test alla prima visita e, solo in caso di constatato beneficio, segnala l’idoneità della terapia all’azienda produttrice che s’incarica di contattare il paziente. 

La prosecuzione del trattamento, e quindi tutte le stimolazioni successive, verranno eseguite dallo stesso paziente al proprio domicilio; l’applicazione della “Gondola“ al piede è di assoluta facilità e può essere applicata senza problemi da un parente o dallo stesso paziente.


QUANDO RIVOLGERSI AL NEUROLOGO:

- Non necessariamente alla comparsa di tremori, lentezza nei movimenti o difficoltà nella deambulazione: esistono, infatti, segni e sintomi precoci della malattia che, se individuati, possono permettere una precoce diagnosi e l’inizio anzitempo di una terapia;

- Modificazioni comportamentali, cambi d’abitudine con rifiuto di fare le cose che abitualmente faceva, lentezza nei movimenti, disturbi vegetativi (alterazione delle funzioni dei visceri quali stitichezza o disturbi della sfera sessuale), dell'olfatto, del sonno, dell'umore e della cognitività, la fatica e l’anosmia (disturbo dell’olfatto) sono segni che dovrebbero indurre il parente a portare il proprio caro da un neurologo; 

- Non sono i tremori, spesso benigni o dovuti ad altra malattia, il segno più evidente di questa malattia!


ESAMI DIAGNOSTICI UTILI:

   
  
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    RMN Encefalo    :    per escludere patologie cerebrali vascolari

RMN Encefaloper escludere patologie cerebrali vascolari

  Eco-tsa (doppler dei vasi carotidei):  sempre per studiare l’aspetto vascolare

Eco-tsa (doppler dei vasi carotidei): sempre per studiare l’aspetto vascolare

   
  
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   SPECT - DAT – Scan Cerebrale:      che consente ai medici di distinguere il Parkinson da altri disturbi del movimento 

SPECT - DAT – Scan Cerebrale: che consente ai medici di distinguere il Parkinson da altri disturbi del movimento 

  Test neuropsicologici:  l'esecuzione di un’adeguata batteria di test neuropsicologici può fornire indicazioni indispensabili sull'esistenza di un contemporaneo deficit cognitivo a volte associato ad alcune forme di malattia del movimento di cui il Parkinson è solo una forma

Test neuropsicologici: l'esecuzione di un’adeguata batteria di test neuropsicologici può fornire indicazioni indispensabili sull'esistenza di un contemporaneo deficit cognitivo a volte associato ad alcune forme di malattia del movimento di cui il Parkinson è solo una forma

  Esame PET CEREBRALE  :    Tipico profilo di confronto, tramite analisi PET, tra cervello normale e affetto. Si nota come nel Parkinson ci sia un ridotto funzionamento (evidenziato dal colore rosso) nei neuroni dei gangli

Esame PET CEREBRALE: Tipico profilo di confronto, tramite analisi PET, tra cervello normale e affetto. Si nota come nel Parkinson ci sia un ridotto funzionamento (evidenziato dal colore rosso) nei neuroni dei gangli


TERAPIA:

- Farmacologia: per curare la malattia e quindi rallentare  l’evoluzione e per curare i sintomi associati;

- Trattamenti non farmacologici:

- Stimolazione con la GONDOLA;  

- Terapia FISIOTERAPICA: essenziale per il recupero della forza e del coordinamento nei movimenti. 


TANTO PER SAPERLO...

 

Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa, ad evoluzione lenta ma progressiva, che coinvolge, principalmente, alcune funzioni quali il controllo dei movimenti e dell'equilibrio. La malattia fa parte di un gruppo di patologie definite "Disordini del Movimento" e tra queste è la più frequente.

L'età media d’esordio è intorno ai 58-60 anni, ma circa il 5 % dei pazienti può presentare un esordio giovanile tra i 21 ed i 40 anni.

La malattia di Parkinson si manifesta quando la produzione di dopamina nel cervello cala consistentemente. I livelli ridotti di dopamina sono dovuti alla degenerazione di neuroni in un’area chiamata “sostanza nera“.

La malattia di Parkinson è una malattia cronica, lentamente progressiva, che coinvolge diverse funzioni motorie, vegetative, comportamentali e cognitive, con conseguenze sulla qualità di vita.

Con un trattamento appropriato, l'aspettativa di vita è considerata simile, o solo lievemente ridotta, rispetto a quella della popolazione generale.